ANDARSENE
Oh no è tornato ancora il sole
questo significa un'altro giorno
senza di te, amico mio,
e questo mi fa male
Guardare me stesso allo specchio
e fa sempre più male
avere qualcun altro
ed è cosi difficile da fare
e cosi facile restare
..ma qualche volta
qualche volta devi solo andartene
andartene
Con così tanta gente da amare nella mia vita
perché mi preoccupo di una sola persona?
ma tu hai portato la felicità
nella mia anima,
hai portato momenti belli
nel mio divertimento
ed è così difficile da fare
e così facile restare
ma qualche volta
qualche volta devi soltanto andartene
andartene
uscire dalla porta
Siamo stanchi di questo addio
per così tanti giorni
abbiamo camminato nella stessa direzione
così che noi non potremmo mai allontanarci
dicono che se ami qualcuno
devi renderlo libero
ma vorrei piuttosto incatenarmi a te
che vivere in questo dolore e questa miseria
dicono che il tempo porta tutto via con sè
ma è tempo che guardi al mio domani
e lasciarmeli dietro
ed ancora una volta tu, amico mio,
sei ora qui per essere ritrovato..
ed è così difficile da fare
e così facile restare
- ma qualche volta
qualche volta devi solo andartene via andartene via
ed uscire dalla porta
devi solo andartene via andartene via.. (walk away - Ben Harper)
Se c'è qualcosa che mi tormenta è solo l'ansia di non conoscere nulla di vero. Se c'è qualcosa che mi fa male, è solamente il pensiero di ciò che avevo tra le mani ed in un tempo scaraventato fuori dalla visione e ritornato nel baule ormai marcito insieme a cento altri. Ciò che dico è solamente la proiezione del mio vomitevole pensiero su tutto quello che ho vissuto (poco e male) e che non ha tempo per rivivere ancora una volta.
Silenzi che mi inglobano esultano il mio stupore, solamente in piccoli istanti riesco a capirne (a malapena) il perchè, ma sono flash.. di carne e sangue, non di ghiaccio..
Quello è arrivato dopo..per merito vostro.
Non darmi canti d'amore e non dirmi
che io sono fredda
nè che porto ceste di oscuro silenzio
sulle mie fragili spalle.
Non dirmi che io mi sto risognando del vento,
non dire parole d'amore a specchio del vero
e di acque sicure.
Non dirmi che sono maldestra nel programmare la folla
perchè porto intorno dinieghi e vivo dorata di morte,
ma dimmi che ami cercare nel grembo di facili muse
parole che a notte sussurrano ambrosia infinita.
Non dirmi che io ti rinnego quando io continuo a cercarti
assiso sulle grondaie, seduto sopra la neve..
(a.merini)
Ora non c'è niente che mi appassioni a tal punto da inginocchiarmi sui miei stessi cocci.. vomito dolore e vomito amore.. e non è di me che ho paura.. non è per me che tremo, ma per quell'anima dannata che ho perduto.. Qui lo scrivo.. lo urlo e lo sbatto al muro. Piango per l'anima che m'ha lasciata, per quel figlio del deserto che più nessun appiglio ha. Per quell'essere che non cerca amore, ma solo carità..
prova a comprendere ciò che mi hai donato..
che tu sia dannato..
Semplicemente tornerò dal fondo dei pensieri rinata nuovamente, senza patemi. Questo io so già, a priori, senza invenzioni, come sicuramente già so quali aquiloni voleranno nel mio cielo, finita la danza del mistero.. Vele bianche, incerte nell'incedere, chiedendo al vento di rallentare per non agitare il mondo così nuovo. Torpore finito, infinita violenza nello scoccare del nulla; pensieri distrattamente gettati senza coordinarne il viaggio.. buttati lì così, in pasto alla mia fame di parole nuove riscritte nella memoria.
E' così che mi sciolgo, a malapena, da questo laccio che sembra una catena infinta di sillabe intrecciate, per poi finire schiacciate dalla mente se non vomito subito il maltolto..
Scuse plausibili, remore tramandate (o imparate) (o solamente ascoltate), niente è più come prima, qualcosa s'è spezzato nel bilanciere vitale delle emozioni-sensazioni. Rivivo istanti persi debolmente, per poi cadervi dentro a sotterrarmici.
Terra ingenua e incolta, fingevo un'altra me per sopravvivere.
Mentre questo è vivere..
Un sorriso..
Una carezza..
Una mano..
Quando riuscirò
di nuovo a vincere
lo stato catatonico nel quale
immancabilmente
mi ritrovo
dopo aver ceduto
ai pensieri
di mille notti e più..
Nuovamente a sopprimere
la mia ostinata forza
nel varcare la soglia
di mille vulcani spenti..
Confusion..
No connection..
oh..
Impossible concentration..

Così trasporti gli anni
tra falsi amori
perchè nulla cambi,
riducendo in pigrizia
ogni terrore: nel punto fermo
senza distorsioni,
tra due inaccessibili
passioni, che nulla si avvicini
veramente, che nulla se ne vada.
(p.cavalli)
NON NOMINATEMI IL MERCURIO COSI' COME LE LACRIME O IL BUIO NEL QUALE HO TRASCORSO UN TEMPO SOLAMENTE..
NON RICORDATEMI LE SCHEGGE.. COSI' COME I CUSCINI PUTRIDI SUI QUALI HO DORMITO..
RISPARMIATEMI GLI ARGENTI E I NOTTURNI, I COLORI BRILLANTI E FOLLI, COSI' COME IL SANGUE OSCURO E GLI SPIACENTI..
NON CONSUMATEMI NEGLI USCI CON PUGNI CHE LAMENTOSI BUSSANO E ACCASCIANO, COSI' COME NEL BLOCCARE IL TEMPO QUANDO NON VOLLI..
NON RICORDATEMI NEMMENO I QUARZI ROSA DELLA MIA STUPIDITA'.. COSI' COME I DUE OCCHI CHE SU DI LUI VEGLIAVANO..
NON MOSTRATEMI NULLA..
NON..

Senza essere vista, se ne uscì
dalla seconda porta dell'innocenza.
Accanto e insieme ad essa
ci deturpa lo spiffero di un muro
verso un'unica pena,
la quale per vicinanza dell'essere
non poteva aspettare ciò che non può non essere,
Così muoiono i bambini. Non capisco.
(v.holan)
Camminando con occhi che strisciano a terra, come dovessi cercare qualcosa al suolo, incosciente della mia coscienza. Volendo medicare un osso rotto, un occhio cieco, un dito che non indica più, un piede che non lascia orma..
Calcando il palcoscenico sono sola sotto l'occhio di bue, quello che ti acceca, che non ti permette di vedere oltre la luce di quel faro.
E passa tutto quanto davanti come un tornado che strappa ogni cosa portandola con sè e poi, in un unico e ultimo atto di pietà, te lo riscaglia addosso.. inservibile.. disintegrato.
Lo strazio del non sapere quando andarsene.. se andarsene.. come andarsene..
'Anche di angeli non ce ne sono molti, quando da loro nessuno niente più vuole...'

Immensa.. dolorante ed immensa come un grido pietrificato.
Limpida, vetro consumato e liso.. in attesa di ricomposizione.
Attenta a non gravare i tuoi passi sulle altrui strade..
Sorridente... in preda ad una felicità assurdamente vera..
così ben celata.
Ti vedo così, ti conosco appena.. eppure..
Eppure crei cerchi argentei intorno a te.., vivi di gioie tramandate e ricordate..
Forza continua nel tuo corpo che rifiuta la forza.. l'allegria.. la vita..
Vita.. ci sfiora appena, ci manda carichi di menzogne e di nulla...
e ci insegna a sopravvivere..
E tu, roccia di terra e sangue.. impari a camminare senza orme.. solamente chiudendo il tuo fisico in fiocchi rosa
confezionandolo per l'apparenza..
che nasconde una probabile morte..
Ogni angolo di te sputa dolore..
E non è giusto no..
Non nel tuo candore..
Il desiderio fabbrica memorie,
e è per troppe memorie che non godo.
Mi frega in questo modo...
Per tutte le mie storie transitorie,
e per sconfitte e avanzi di vittorie
attorcigliate nodo contro nodo...
Oh vieni, benedetto buio, vieni:
versami nelle vene i tuoi veleni.
(p.valduga)

Pensavo dopotutto d'essere immune al ricordo; lacerata e persa come sono stata, immaginavo (invano) di poter superare indenne lo scoglio da te liberato, con precisione chirurgica, nel mio oceano..Senza curarti poi se avessi accettato o meno quell'invasione.
Pensavo di nuovo di potermi salvaguardare (come è sempre stato) da quel sasso di dolore quale apparivi; apparentemente senza vita, marmorizzato nel dolore, senza più battiti nel cuore..
Pensavo.
Non ho calcolato la semplice formula per la quale mi ritrovo ancora vicina allo scoglio, nella nebbia.. intrisa da gesti soffiati.. quel semplice andirivieni di soffocate parole - danno una direzione diversa dalla mia. Hanno aperto un sentiero battuto da troppe anime.
E se potessi levare la carne da quel sentiero, fuggendo..
Se smettessi di perdere riuscendo a comprendere.
E se chiamassi tutti gli Angeli a raccolta, danzerei, soltanto
umile movimento di vita.
E tornare da dove sono uscita
chiamerei il dolore col suo vero nome.
Col terrore di svanire ancora
le braccia conserte in chiusura..
nella coscienza di nuovo paura..
Fogli e parole.
Ho scritto tutta sera.
Finalmente due righe. Non serve un libro per l'essenza.
Qualcuno il fine ha perso di vista;
combattere la morte, non la vita.

I miei poveri versi
non sono belle, millantate parole,
non sono afrodisiaci folli
da ammannire ai potenti
e a chi voglia blandire la sua sete.
I miei poveri versi
sono brandelli di carne
nera disfatta chiusa,
e saltano agli occhi impetuosi;
sono orgogliosa della mia bellezza;
quando l'anima è satura dentro
di amarezza e dolore
diventa incredibilmente bella
e potente soprattutto.
Di questa potenza io sono orgogliosa
ma non d'altre disfatte;
perchè tu che mi leggi
fermo a un tavolino di caffè,
tu che passi le giornate sui libri
a cincischiare la noia
e ti senti maestro di critica,
tendi il tuo arco
al cuore di una donna perduta.
Lì mi raggiungerai in pieno.
(ad una mia nipote...)
...
c'è chi dice che tutto ricomincia
eguale come copia ma non lo credo
neppure come augurio.
...
(e.montale)
Serve un anno e più per iniziare a comprendere l'altro.. una sola parola per deluderti.
Se tutto ciò che possiedo è veramente mio..
ditemi..
...quando riuscirò
finalmente
a comprenderlo..
Levatemi dal buio...