Bene bene bene.. facciamola sta Catena di Sant'Antonio (e ringrazio Sibilla per la solerzia nel passare il testimone ai cinque bloggers prescelti..).
Dunque vediamo..
a) volume totale dei files musicali sul mio hard disk: circa 3GB.. file più file meno.. (ma non è che ci arrestano in massa???)
b) ultimo cd comprato: (ehm.. sono due) Café del Mar volumen Once; Nomads 3, Superclub;
c) canzone che sto ascoltando ora: Seether feat. Amy Lee: Broken;
d) cinque canzoni che ascolto spesso e che significano qualcosa per me:
- Walk Away (Ben Harper)
- Replay (Samuele Bersani)
- 21 Questions (50 Cents)
- Ordinary People (John Legend)
- Are you going with me (Pat Metheny)
(più centinaia d'altre..)
Ora tocca a voi, i bloggers segnati da questa incombenza sono:
1) BuioInfinito;
2) Mirus;
3) Ippi;
4) Hyero;
5) Cyberlupo.
Attendo con ansia le vostre imprecazioni..
Buon lavoro Bloggers!
E buona giornata..

Ma come mai per farsi ascoltare da alcune persone bisogna quasi sempre farsi strada attraverso le orecchie ormai tappate dalle loro stesse frasi e dai loro ‘io sono, io faccio, io comando’ quando sarebbe estremamente semplice fare in modo che possano assorbire la verità senza traumi diretti, senza sbatterla loro in faccia così com’è.. cruda e violenta.
All’inizio ero un bicchiere d’acqua limpida, fresca e piacevole. Usavo parole che pensavo potessero servire ad attirare attenzione su problemi logistici dovuti alla disorganizzazione del luogo.. disornganizzazione perpetrata da un personaggio un po' particolare, sì, ma non pensavo fino a questo punto..
Sapevo che non avrebbe retto un impatto con l’evidenza lanciatogli addosso senza preconfezionamento.. ma non è servito usare un’ottima spirale di parole per arrivare al punto.. niente.. sordo e cieco alle esigenze altrui..
Così da acqua mi sono tramutata in pece.. densa e scura, colma di fastidiosissimi termini che si appiccicavano alla realtà, e lui lì, il ‘boss’ fermo ad ascoltare come arrivassi da un altro pianeta.. come fossi un Visitor.. Ho svuotato il bicchiere sul suo tavolo, sul suo terreno, sulla sua esistenza..
E così mi sono rivelata per ciò che sono.. una pessima diplomatica, un bicchiere pieno fino all’orlo con la classica goccia che l’ha fatto traboccare.. e l’ho visto avvelenato, consapevole…
E mi fa male..
Saper trasferire la nuda verità è un suicidio..
Rendere consapevole una persona dei propri limiti è un omicidio..
Il fatto è che non era la mia verità.. ma la sua..
Mi dispiace.. mi dispiace tanto..
E non posso rimediare..

Mi sveglio. Una domenica qualunque, non come circa un anno fa.. Caldo afoso, lenzuola bagnate si attorcigliano contro il corpo. Una sensazione conosciuta mi avvolge spiacevolmente.. Mi alzo pigra dal letto e mi avvio, lentamente, sudata verso la doccia..
Scorre l’acqua e mi sento già meglio. Sento che insieme al caldo l’acqua lava via anche qualche ricordo che mi assale ogni domenica estiva.. Quel ricordo che mi accompagna nella penombra di questa stanza dove trascorro ogni tanto (ora) il mio tempo a scrivere.. a chi.. non lo so..
Esco dalla doccia, mi asciugo ed infilo velocemente vestiti leggerissimi, lasciando le gambe scoperte in cerca di sollievo dal caldo umido.. In questa città il tasso di umidità fa sì che sembri di essere ai tropici..
Faccio il caffè.. troppo caldo.. Un cubetto di ghiaccio è quello che serve. Di ghiaccio qui ce n’è a volontà..
Mi appresto a sedermi davanti a questo monitor e subito mi torna quella sensazione in due tempi gradevole e pericolosa qual è il ricordo di domeniche passate in compagnia di fantasmi.. qui dentro sì..
Forse è stato solo un gioco .. sporco..
Forse non è stata altro che una parentesi colorata di nero e di gocce d’anima sfuggite dal mio corpo attraverso il sudore..
Forse non sono altro che ricordi umidi, stesi ora ad asciugare diventando secchi e sterili così da non inciampare nuovamente negli stessi errori..
Li sto osservando inaridire..
Forse invece mi fa piacere solamente ricordare.. nel ricordo sta tutta la mia vita. Le mie sensazioni, gli errori, la volontà, il prezzo pagato per questo equilibrio..
La sensazione di caldo evapora lasciando il posto al pensiero.
Forse è stato un piccolissimo punto dentro al quale ho vissuto, così grande in quel momento da sembrare eterno..
Forse è stato solo un incidente di percorso..
Forse non è stato ciò che credevo fosse.. oppure nascondendo la mente sotto una coltre di autoconvinzione, mi sono lasciata trasportare dalla mia fantasia..da ciò che in quel momento avevo bisogno.. ed in quel momento avevo bisogno di quelle parole, angoscianti e nere, sperdute e vuote, ma concretamente vive..
Forse un sogno s’è impadronito di me..
Forse è tutto un piacevole inganno..
O forse no..
Forse associamo troppo spesso le sensazioni al reale..
Forse dovremmo mantenere il tutto diviso..
Forse..

Fiamma di spada guizzante. Te l’ho già detto: tu. Tu. La fiamma, la spada che guizza senza sosta. Ti sei posto a difesa di ogni accesso al giardino dell’Eden, per impedirti di farci ritorno. Chissà qual è il peccato, terribile e umiliante, per il quale sei stato cacciato. Se qualcosa che hai fatto, o che eri. Se eri troppo, o troppo poco.
Sia l’uno che l’altro e mai nella giusta misura. Questo è probabilmente il tuo grande ‘tradimento’ nei loro confronti: non rispettavi la loro ‘giusta misura’.
Ma io credo, con tutto il cuore, che ci sia un luogo, forse non il giardino dell’Eden, in cui potremo stare insieme. Un luogo che nella ‘realtà’ non è più grande di una capocchia di spillo, per via delle inevitabili restrizioni, ma per noi sarà grande abbastanza, e lì potrai essere te stesso, chiunque tu sia.
Solo di una cosa non sono ancora sicura, ed è qusto che mi frena: forse non sei in grado di credere che esista al mondo un luogo in cui tu possa essere te stesso, e sentirti amato.
(Perché se è così, non crederai mai che qualcuno possa amarti).
(d.grossman)
I cried, I cried
Tears of joy tears of pain
I cried, I cried
Tears of love again and again
Colpendo i muscoli, atrofizzando istanti. Non si vede buio, non si vede luce. Non chiamo aiuto, non pretendo solidarietà alcuna.
Un momento di chiarezza anche artificiale, in me..
Seguo disparate direzioni accoccolandomi agli angoli delle vie, osservando senza decidere..
Non ho un fine, pur curiosando tra quelli degli altri.
La volontà dovrebbe essere un organo interno.. o ce l'hai o non ce l'hai.
A me l'han tolto anni fa..
...
è tempo di ascoltarla
...
WALK AWAY
Oh no- here comes that sun again. Andarsene Oh no è tornato ancora il sole questo significa un'altro giorno senza di te, amico mio, e questo mi fa male Guardare me stesso allo specchio e fa sempre più male avere qualcun altro ed è cosi difficile da fare e cosi facile restare ..ma qualche volta qualche volta devi solo andartene andartene Con così tanta gente da amare nella mia vita perché mi preoccupo di una sola persona? ma tu hai portato la felicità nella mia anima, hai portato momenti belli nel mio divertimento ed è così difficile da fare e così facile restare ma qualche volta qualche volta devi soltanto andartene andartene uscire dalla porta Siamo stanchi di questo addio per così tanti giorni abbiamo camminato nella stessa direzione così che noi non potremmo mai allontanarci dicono che se ami qualcuno devi renderlo libero ma vorrei piuttosto incatenarmi a te che vivere in questo dolore e questa miseria dicono che il tempo porta tutto via con sè ma è tempo che guardi al mio domani e lasciarmeli dietro ed ancora una volta tu, amico mio, sei ora qui per essere ritrovato.. ed è così difficile da fare e così facile restare - ma qualche volta
qualche volta devi solo andartene via andartene via ed uscire dalla porta
devi solo andartene via andartene via..
And (that) means another day without you my friend.
And it hurts me to look into the mirror at myself.
And it hurts even more to have to be with somebody else.
And it's so hard to do and so easy to say.
But sometimes - sometimes,
you just have to walk away - walk away.
With so many people to love in my life, why do I worry about one?
But you put the happy in my ness, you put the good times into my fun.
And it's so hard to do and so easy to say.
But sometimes - sometimes,
you just have to walk away - walk away and head for the door.
We've tried the goodbye so many days.
We walk in the same direction so that we could never stray.
They say if you love somebody than you have got to set them free,
but I would rather be locked to you than live in this pain and misery.
They say time will make all this go away,
but it's time that has taken my tomorrows and turned them into yesterdays.
And once again that rising sun is droppin' on down
And once again, you my friend, are nowhere to be found.
And it's so hard to do and so easy to say.
But sometimes, sometimes you just have to walk away, walk away and head for the door.
You just walk away - walk away - walk away.
You just walk away, walk on, turn and head for the door.

SOTTOBOSCO
Puntualmente, quando mi siedo un momento sulla mia vita sospirando per l’attimo di tranquillità misericordiosamente regalato e del quale ne assaggio istanti, puntualmente –un evento-, una serie di parole che incidono le ginocchia quasi fossi genuflessa su un letto di aghi di pino, non esageratamente dolorosi ma fastidiosamente pungenti..
Puntualmente..., come un pendolo zelante che esagera nella sua perfezione, ponendosi tra me e la serenità che a fatica (e mi accorgo ora, vanamente) sto cercando di raggiungere, un evento non calcolato, di quelli che ti fanno leggermente rabbrividire il cuore, di quelli che ti auguri di non dover leggere (ma di cui conosci perfettamente l’origine, la causa e soprattutto la conclusione). Una situazione che immaginavi distante e appena visibile; lontana a tal punto da dimenticartene quasi.. te la ritrovi tra le mani e non sai da che parte guardarla. La rigiri tra le dita cercando la data di confezionamento quasi potesse indicarti quella di scadenza così da poterla –finalmente- buttare e riconquistare il tutto come prima.
Puntualmente crei mille scuse, cerchi mille ed una parola per mutare la sensazione di smarrimento. Nulla, non serve a nulla. Niente è talmente forte da poter sbiadire (quel tanto per poter sopportare meglio) i colori che con tale luminosità sono stati adagiati nel mio quotidiano.. Mi tornano in mente parole lette pochi giorni fa .. "Non è facile concentrarsi su un pensiero come questo. Ci vogliono muscoli dell’anima particolarmente forti, muscoli dorsali. Perché l’anima si tende in un gran rifiuto e ci vuole molta forza per piegarla, per vincere la sua resistenza."
Da una parte il rifiuto all’idea di dover fare a meno di una persona che mi è stata (e mi è) ‘maestra’ in tutto quel che riguarda un mondo parallelo fatto di pezzi di vetro e anime e corridoi e pozzi e strade di cui si distingue a malapena la fine, ma anche di colori e parole e musica.. (Mi hai condotta per mano senza eccedere nella presenza.. seppur costante.)
Dall’altra la consapevolezza della scelta maturata da F. di abbandonare temporaneamente (dice..) il mondo che ci ha fatte incontrare. Scelta che rispetto, comprendo e approvo.. Ma non mi si neghi lo scorrere (magari noioso) di queste parole.. le uniche scritte direttamente ad una persona che so per certo leggerà..
Cammino sugli aghi di pino, fanno il solletico, infastidiscono e a tratti pungono. Le punte si ritorcono al proprio interno e il dolore è momentaneo e diffuso e sale dalla pianta dei piedi fino al cuore e poi al cervello..
Sarà così.. la sensazione spiacevole diminuirà. Lentamente ed inesorabilmente. Non così il vuoto si riempirà.. Rimarrà tale nella sua interezza, l’ennesimo tassello tolto dal mosaico personale nell’anima..
Ogni essere umano al quale mi avvicino, sistematicamente (per chissà quale disegno) si nebulizza per un motivo o per l’altro e sembrano avere tutti ottime ragioni..
A me non resta che piegare il capo lentamente e raccogliere la forza necessaria per addomesticarmi l’anima prima che esploda in un eccesso di egoismo.
Solo così (lo so) riuscirò a dirti ‘arrivederci’ col sorriso..
(quindi fammi digerire tutto eh?)
D.
... si allontana una stella.. di nuovo senza luce.. diversa pur se delineata nei contorni, collocata in un luogo solo suo.
Si allontana una stella.. si avvicina ancora una volta il buio..
Qualche minuto per dire due parole.. una notte per capire. Per poter capire il malessere, il fluido scuro che scorre in quelle vene, le parole sciolte in righe colorate una dopo l’altra.. così per trenta volte, o giù di lì.
E mi si è stretto il cuore in un abbraccio di vivido calore-nel-dolore.. Una sorta di cortina di seta rossa rimbalzante sui liquidi densi sparsi finora.
Non è ciò che non senti che conta, ma il resto.. il resto è tutto; scende davanti a te in gocce vischiose, potrebbe trascinarti con sé nel suo oro a spicchi se tu allungassi lentamente un braccio.. lo toccassi solo per un istante con dito tremante, se anche l’anima fosse avvolta in strati di velluto nero..
Un passo muto sale lentamente un piolo di quella scala.. quel che hai dietro non verrà cancellato, né rimosso.. Si cresce così.. E’ la fine che non ti torna? E’ il fine che non ti convince?
Si perde e si vince.. cerca di vincere..

MERCURIO:
consigli e prevenzione.
Il mercurio dovrebbe essere maneggiato con grande attenzione: è nocivo alla salute non soltanto dei bambini, ma anche degli adulti, pur se ingerito-assorbito-inalato in piccole quantità. Quindi i contenitori di mercurio devono essere sempre coperti per evitare versamenti accidentali ed evaporazione; il riscaldamento di mercurio o di suoi composti andrebbe sempre fatto sotto una cappa aspirante ben ventilata e dotata di filtri (ma quando mai scalderete una dose di mercurio???). Inoltre, alcuni ossidi di mercurio possono decomporsi spontaneamente in mercurio liquido puro, che evapora istantaneamente in modo non avvertibile. Un buon antidoto è rappresentato dal non maneggiarlo o, se si viene a contatto con esso, fare in modo che sia soltanto per una volta.
Buona fortuna..
Flash mattutino (sì, mi sono da poco alzata dal letto, lavata, vestita e fatto colazione).
Questo spazio per molti può significare l'unica via per comunicare, taluni lo adoperano per far conoscere la propria abilità creativa, altri provocano il prossimo (che legge) per essere a loro volta provocati, alcune persone viaggiano negli spazi di altri apponendo il proprio assenso/dissenso. Bene.. mi sta bene.
Mi accorgo che per me è solamente un mezzo per conoscere sì i pensieri di chi è penetrato in punta di piedi nel mio spazio vitale virtuale, ma soprattutto per tentare di fare mie le poche nozioni di cui vengo a conoscenza scartabellando tra i vari blogs artistici/linguistici/fotografici nei quali mi imbatto.
Insomma, una specie di scuola virtuale per aumentare la conoscenza del -chessò- linguaggio html, inserimento immagini, musica e quant'altro faccia piacere A ME.
Egoista? no, non credo.. solo una tremenda voglia conoscitiva di ciò che non ho mai avuto la costanza di imparare (e qui, effettivamente, si fa meno fatica..).
Una sanguisuga? può darsi.. ma non importa. Dopotutto scrivo per me. Imparo per me. Ogni mezzo è consentito.
Il resto è poca cosa.. Frasi sconnesse e rimediate in qualche momento di depressione. E poi passa.. Cinica, forse, antipatica, q.b. Non mi interessa. E' semplicemente così. Sono così ed è giusto che chi ha letto finora le mie frasi lo sappia.
Scrivo per me. Non per altri. Inutile cercare di far capire ciò che sono. Non ne ho la facoltà. Non sono una scrittrice.. non mi interessa diventarlo.
Buona giornata.
Vuoto completo, non c'è più niente.
No, non nel senso che mi sento male, ma semplicemente perchè non trovo niente da dire.
Che mi racconto? Cosa riverso se non c'è nulla da trasformare in sillabe? Eh? Che sono andata a cena e mi son divertita? Che domani partirò nel pomeriggio per affrontare una passeggiata a cavallo che mi vedrà tornare a casa con i muscoli doloranti e il cuore trionfante? Che ogni volta che arriva un sms sobbalzo per il timore che appaia un numero sconosciuto abbinato ad un saluto? Che ho decine di persone che ronzano nella mia vita senza capire -ancora- se m'importa veramente di loro o no? Che ho un lavoro (grazie a Dio) del quale non conoscevo nulla ma che ora sembra io sia -a detta di altri- una vera esperta (e non capisco come fanno loro a dire questo, considerato che loro non lo sono-esperti)? Che non ho progetti per il futuro per cui non ho un fine, una meta, un qualsiasi sogno da realizzare se non capire esattamente cosa voglio e cosa mi aspetto da me?
Ed infine, domanda..
Perchè in questo tempo ho scritto di me qui.. invece di parlare ..
Eh?
Forse che non è vero che non so se m'importa o meno delle persone che gravitano intorno al mio tempo, forse che non è vero che non ho nulla da dire, forse che non è vero che ... non ho un fine. Forse basta scrivere per capire.
Forse..
Ma il vuoto c'è..
Consistente
Persistente
Denso
Palpabile
Nel grigio
Delle pieghe dei minuti.
Dei Giorni.
Ritorna dopo un
lampo viola
a seccare il tempo
inaridire l'iride
vuota e scialba.
E' vuoto
dopo l'assenza..
dell'essenza.
Tua.
(punto)
-tutto- il punto.
E' lì.
Già
...

A volte trascorriamo le serate senza assaporarne l’essenza.. Ci scivolano via così appena percepite, ingozzandoci di parole e ‘io questo.. io quello’.
Ad un certo punto ci si accorge (fatalmente) che il capotavola, nonché padrone di casa, rimane in silenzio con uno sguardo di sufficienza a schernire i visi rubicondi dei commensali. Perché sì, siamo tutti rubicondi, pieni di buoni intenti e scarsi nel realizzarli..
Mi sono chiesta (nel preciso istante in cui il ‘boss’ ha rivolto il suo regale sguardo verso il mio spazio vitale), cosa faccio io seduta ad un tavolo frequentato decine di volte, con l’occhio attirato dall’orologio fissato alla parete e l’orecchio sordo a parole di colore rosa che svolazzano instancabilmente in quella casa..?
Quindi:
1). ringraziato il boss;
2) fatti i complimenti alla cuoca;
3) spiattellato un po’ di baci sulle guance di un paio di ‘grandi’;
4) salutato educatamente;
5) uscita dalla dimora del boss.
Mi son persa il dolce e il caffè..
E un po’ mi spiace.. la torta era fatta in casa..

Il cielo è azzurro, l'aria tiepida,
gli uccelli cinguettano allegri:
la natura sembra inaccessibile al male..
Quando l'oro del sole
a grappoli scende a terra
Quando lame di giallo tagliano
coriandoli d'erba
Quando ad occhi chiusi filtra
attraverso il velo pur non volendo
e diamantine spine posano
il loro sguardo sul cristallo
...
quando spicchi d'alba non incontrano volti..
.. si muore un po' anche per questo..
(collana d'impotenza, la mia, tatuata al collo..)

Di nuovo sul filo di lama; nuovamente in cerca di equilibrio per non spezzare ogni cosa, ogni parola, ogni movimento..
Impotente -per l'ennesima volta- di fronte all'evidenza, consumata inutilmente in un tunnel di dolore altrui.. Non so cosa fare.. come agire.. cosa dire..
Cerchiamo ad ogni costo di essere vicini alle persone che non vivono con noi, che reputiamo amici, che forse anche lo sono (se siamo fortunati)..
Nel momento in cui succede qualcosa a qualcuno che porta il mio sangue il coraggio si paralizza, diventa un privilegio di altri, esterni alle mura e al quotidiano.. Divento schifosamente di vetro, l'aiuto che posso dare in circostanze simili è sigillato in altri cuori mentre dovrei mantenerlo integro per loro..
Ho sceso scalini fino alle fondamenta, risalite e poi ancora giù, in profondità.. e poi di nuovo alla luce.. Ho speso parole per persone che meritavano l'attenzione di tutti, ho scritto frasi per anime che non meritavano nulla.. Ho congedato la paura e preso per mano il coraggio mille volte facendomi accompagnare per districarmi nel buio del dolore di sconosciuti, ho scambiato vite, colori, impressioni, giustizie ed ingiustizie..
Ho avuto il coraggio di entrare in mille case diverse, di conoscere, sapere.. alleviare e di nuovo morire.
E non ho il coraggio di varcare la soglia di casa.. e chiedere 'come stai'..