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sabato, 29 marzo 2008

Consapevole.

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Adoro le camere d'albergo.
Hanno quel profumo anonimo di chi è stato lì prima di te.
Poi entri e già lanciando la prima occhiata individui gli angoli adatti per farvi sostare
il tuo mondo.
Libri, profumo, carica-batterie.. una sorta di casa viaggiante il mio trolley.
Mi piace prendere possesso di ogni spazio. La mia presenza deve essere spalmata su ogni centimetro
quadrato disponibile.
Sigarette appoggiate sulla scrivania accanto alla TV, libro sul comodino con vicino il telecomando, le confezioni da viaggio ordinate sulla mensola sotto lo specchio del bagno.
Non mancano due blocchi per appunti ed una serie di penne per scrivere..

Perchè si decide colore e consistenza della carta.. liscia o ruvida, si sceglie la densità dell'inchiostro.. penna a sfera o stilografica, dettati dall'umore del momento.
Il profondo piacere di far scorrere la punta del pennino d'argento di una stilografica sulla superficie assorbente di un foglio di carta a grana fitta e lucida.. quando l'umore è sotto controllo e la calma regna
incondizionatamente sull'attimo; o premere la piccola sfera sulla distesa candida e ruvida ma soffice,
di un bloc-notes a fogli bianchi.. quando la mano scorre veloce premendo inconsapevolmente sulla carta tentando di raggiungere quanto prima i pensieri che via via si fanno più frenetici.

Sto bene nelle camere d'albergo..
Mi fanno sentire proprietaria del tempo, non legato a scadenze e cadenze regolari del mio vivere.

Non è più tempo del dolore.
E' tempo di consapevolezza e certezze.

La consapevolezza di chiudere un ciclo, una sorta di viaggio nel quale ho vagato troppo a lungo senza voler conoscere la destinazione finale. Era un rifiuto, un dire 'no, non è possibile possa finire in questo modo'..
La certezza di aver chiuso quel ciclo, quella porta che nascondeva altre porte socchiuse pronte per essere riaperte al minimo segnale.

Ci si arriva.
Forse aiutati anche da una camera d'albergo..
(per comprendere che nonostante le sconfitte, i rifuti, le pazzie.. rimaniamo sempre noi stessi).

D.

photo © ice
postato da: icewomanfirst alle ore 29/03/2008 00:04 | link | commenti (2)
categorie: parole, foto
venerdì, 21 marzo 2008

Percezione d'un attimo.

Fumo. Marlboro 100's rosse.

Una, due..
Mentre riempio gli occhi di luce e colore, di chiari e di scuri.

Tre, quattro..
Sorseggiando adagio le immagini che di primo impatto non lievitano emozioni, bevendo avidamente quelle che stimolano la bocca dello stomaco e ne fanno una voragine ansiosa di riempirsi.

Cinque, sei..
Mentre taglio, elaboro, mi concentro su ciò che so far meglio.

Liceo artistico, non terminato. Pigrizia.
Voti medi: architettura 9, ornato figurato 9, ornato disegnato 8, figura 9, modellato 7.
Matematica, storia, storia dell'arte: 5-5-5.
Italiano 8.
(sì, non ho diploma nè rimpianti)

 Sono un braccio, non una mente.

Sottofondo: Cafè del Mar vol. Once. A seguire Buddha Bar Ten Years, Pink Floyd The great gig in the sky.
Ritmo mi indica gli strumenti, Melodia mi suggerisce il colore, Parola mi mostra il contrasto e il taglio.
I minuti trascorrono, le ore scivolano.
Chiudo Photoshop, apro l'archivio immagini in ordine di data.
Una cartella.. due cartelle. D'istinto cancello tutto. Oltre 7000 immagini mie e di sconosciuti nel cestino del computer. Le lascio così, sospese ed abbandonate (con la consapevolezza che non le cancellerò). E' un gesto d'impeto. Chiudo Media Player.

Stallo.

 

Sette..
Messaggio: leggo.
Un istante solo, poi il sangue ricomincia a scorrere.
Riapro il cestino e recupero le immagini; come un puzzle automatico tornano a collocarsi in ordine preciso nel computer e nella mia mente, gli occhi si appoggiano nuovamente sul lavoro, la musica ruba tutti i diritti sul mio umore, le dita delle mani si destreggiano velocemente tra mouse, tastiera e posacenere.. tutto riacquista equilibrio.
Tranne me.

Immergo i ricordi nella gelida ombra di chi sa.. senza chiedere.
Di chi, facendo proprie parole altrui, esprime incertezza e voglia di giocare.
No, non ripercorrerò il sentiero nascosto di frasi taciute né ammiccherò al desiderio di emozioni già note.
Continuo a lavorare sulle immagini..  fotografie che mi hanno dato la forza di ritrovarmi. E che esprimono il vuoto senza tempo parcheggiato da troppo tempo in me.

Otto..
I miei scatti non hanno anima.

D.

postato da: icewomanfirst alle ore 21/03/2008 22:17 | link | commenti
categorie: parole