Sto bene quando mi abbracci di parole. Mi sento bene quando ti sento vicino. Un po' meno quando ti allontani da me per paura di non saper raccontare il tuo umore, i tuoi pensieri. Eppure io sono lì, ti ascolto, faccio miei tutti i tuoi pensieri, impressi poi su di me come su una lastra d'acciaio.. non svaniranno.
Sai, non si guarisce mai da una ferita. Una ferita si può rimarginare, ma rimane comunque la cicatrice. Con il tempo il torpore prende il posto del dolore. E la carne è cambiata per sempre. E serve tanto tempo per poter sopportare quella ferita.
Sapevo dall'inizio che non dovevo imbarcarmi su questa nave, avevo le possibilità per evitarlo. Il biglietto non era ancora nelle mie mani e comunque potevo rifiutare l'invito. E invece no. Io, testarda e passionale, ho avuto la sfrontatezza di camminare contro i miei princìpi, i miei sani codici di rettitudine. Ed ora sono qui, in balìa di un mare che non lascia ancora intendere se diventerà burrascoso o se la calma si prenderà tutto il tempo che le serve per svelare un meraviglioso tramonto.
In ogni caso non dimenticherò questo viaggio.
Sembra..
tutto così strano.
Sposto i miei pensieri da te a quel che forse rimarrà di te.
Un gusto agrodolce, ricordo di un periodo intenso, giocato su sensazioni e limiti, barriere infrante e risa.
Ho freddo.. il panico mi attraversa impietoso. Ogni minuto che trascorrendo ci avvicina mi stravolge inesorabilmente nel suo scontato risultato.
Terrore puro..
Ma voglia di esserci. Per sentire cosa c'è.. se c'è.
"Ciao, io sono Marco, piacere". Stretta di mano. "Ciao, io sono Doriana, piacere mio".
"Bene.. come stai?". Sorriso. "Io bene, Marco. Tu?". Sorriso.
"Sì grazie, bene". Silenzio. "Hai fatto buon viaggio Marco?"
"Sì, tutto a posto grazie. Andiamo a bere un caffè Dori?.. non ho molto tempo, sai, sono qui per lavoro.."
Silenzio.
"ah.. va bene, come vuoi, ma possiamo anche fare a meno del caffè. Torniamo direttamente da dove siamo arrivati, se vuoi. Non c'è problema, Marco".
"ma no, andiamo a prenderci il caffè così parliamo un po' "
Entriamo in un locale.. si parla del tempo, di cosa abbiamo fatto ieri, di quello che faremo domani.
"Beh, Dori, ora devo proprio andare; scusa sai, ma il lavoro.. sai com'è.." sorriso ebete di circostanza.
"Sì, certo Marco, non ti preoccupare. Capisco. Andiamo" sguardo abbassato.
"Allora Dori, abbi cura di te -sorriso- Ci sentiamo eh?"
"Anche tu Marco, abbi cura di te". Sorriso forzato.
Ciao, ciao.
Un gusto agrodolce.. tutto cancellato in poco tempo. Per uno sguardo, una reazione chimica mancante.
Il cervello è l'organo sessuale più potente che esista.. e lo dimostra.
D.