Sembra..
tutto così strano.
Sposto i miei pensieri da te a quel che forse rimarrà di te.
Un gusto agrodolce, ricordo di un periodo intenso, giocato su sensazioni e limiti, barriere infrante e risa.
Ho freddo.. il panico mi attraversa impietoso. Ogni minuto che trascorrendo ci avvicina mi stravolge inesorabilmente nel suo scontato risultato.
Terrore puro..
Ma voglia di esserci. Per sentire cosa c'è.. se c'è.
"Ciao, io sono Marco, piacere". Stretta di mano. "Ciao, io sono Doriana, piacere mio".
"Bene.. come stai?". Sorriso. "Io bene, Marco. Tu?". Sorriso.
"Sì grazie, bene". Silenzio. "Hai fatto buon viaggio Marco?"
"Sì, tutto a posto grazie. Andiamo a bere un caffè Dori?.. non ho molto tempo, sai, sono qui per lavoro.."
Silenzio.
"ah.. va bene, come vuoi, ma possiamo anche fare a meno del caffè. Torniamo direttamente da dove siamo arrivati, se vuoi. Non c'è problema, Marco".
"ma no, andiamo a prenderci il caffè così parliamo un po' "
Entriamo in un locale.. si parla del tempo, di cosa abbiamo fatto ieri, di quello che faremo domani.
"Beh, Dori, ora devo proprio andare; scusa sai, ma il lavoro.. sai com'è.." sorriso ebete di circostanza.
"Sì, certo Marco, non ti preoccupare. Capisco. Andiamo" sguardo abbassato.
"Allora Dori, abbi cura di te -sorriso- Ci sentiamo eh?"
"Anche tu Marco, abbi cura di te". Sorriso forzato.
Ciao, ciao.
Un gusto agrodolce.. tutto cancellato in poco tempo. Per uno sguardo, una reazione chimica mancante.
Il cervello è l'organo sessuale più potente che esista.. e lo dimostra.
D.
