Ora che succederà? Un sogno può diluirsi perdendo di forza, interesse e passione.
Ci sono istanti in cui ti sembra di aver oltrepassato il limite.
Ci sono parole che, nonostante il tono leggero e spensierato, suonano come un martello possente gettato su una moltitudine di specchi, rimbalzando impazzito tra i riflessi.
L'effetto è quello devastante di schegge che penetrano nell'anima solamente perché la porta è stata lasciata aperta.
Ora, in questo preciso istante, la porta è chiusa. Ho bisogno di solitudine.
Sto togliendo le schegge conficcate e le sto osservando. Mi ritrovo in quegli specchi a pensare che non è giusto, no, che io permetta ancora di essere investita da questa sensazione sgradevole e pungente.
Ci sono istanti in cui sono sicura di avere oltrepassato il limite.
Questo confine che risulta diverso da persona a persona. Questo limite valicabile attraverso sentieri soffici, avvolgenti.
Tu non hai nessuna colpa. La sola colpa che ti posso rimproverare è l'avermi resa sicura della tua presenza. Ed è questa una colpa? No, non lo è.
E ci sono pensieri che mi ritornano. Già vissuti. Sì, tesoro. Già vissuti.
Conosco tutto quanto, comprendo priorità ed esigenze.
E allora penso che dovrò risolvere questo cedimento, rattoppare questo strappo che ho permesso a me stessa di creare per sentirti più vicino.
Tu non hai nessuna colpa.
Temevo questo confine e non mi ci volevo avvicinare, ma la cosa buffa è che mi sono ritrovata oltre il confine con naturalezza. E mi sono anche resa conto del momento esatto in cui l'ho oltrepassato.
Non dire niente. Non hai nessuna colpa.
Non c'è motivo per il quale tu ti debba sentire in difficoltà.
La colpa è soltanto mia.
(Forse dovrei diventare stronza.. cosa dici?) : )
D.
Sto bene quando mi abbracci di parole. Mi sento bene quando ti sento vicino. Un po' meno quando ti allontani da me per paura di non saper raccontare il tuo umore, i tuoi pensieri. Eppure io sono lì, ti ascolto, faccio miei tutti i tuoi pensieri, impressi poi su di me come su una lastra d'acciaio.. non svaniranno.
Sai, non si guarisce mai da una ferita. Una ferita si può rimarginare, ma rimane comunque la cicatrice. Con il tempo il torpore prende il posto del dolore. E la carne è cambiata per sempre. E serve tanto tempo per poter sopportare quella ferita.
Sapevo dall'inizio che non dovevo imbarcarmi su questa nave, avevo le possibilità per evitarlo. Il biglietto non era ancora nelle mie mani e comunque potevo rifiutare l'invito. E invece no. Io, testarda e passionale, ho avuto la sfrontatezza di camminare contro i miei princìpi, i miei sani codici di rettitudine. Ed ora sono qui, in balìa di un mare che non lascia ancora intendere se diventerà burrascoso o se la calma si prenderà tutto il tempo che le serve per svelare un meraviglioso tramonto.
In ogni caso non dimenticherò questo viaggio.
Sembra..
tutto così strano.
Sposto i miei pensieri da te a quel che forse rimarrà di te.
Un gusto agrodolce, ricordo di un periodo intenso, giocato su sensazioni e limiti, barriere infrante e risa.
Ho freddo.. il panico mi attraversa impietoso. Ogni minuto che trascorrendo ci avvicina mi stravolge inesorabilmente nel suo scontato risultato.
Terrore puro..
Ma voglia di esserci. Per sentire cosa c'è.. se c'è.
"Ciao, io sono Marco, piacere". Stretta di mano. "Ciao, io sono Doriana, piacere mio".
"Bene.. come stai?". Sorriso. "Io bene, Marco. Tu?". Sorriso.
"Sì grazie, bene". Silenzio. "Hai fatto buon viaggio Marco?"
"Sì, tutto a posto grazie. Andiamo a bere un caffè Dori?.. non ho molto tempo, sai, sono qui per lavoro.."
Silenzio.
"ah.. va bene, come vuoi, ma possiamo anche fare a meno del caffè. Torniamo direttamente da dove siamo arrivati, se vuoi. Non c'è problema, Marco".
"ma no, andiamo a prenderci il caffè così parliamo un po' "
Entriamo in un locale.. si parla del tempo, di cosa abbiamo fatto ieri, di quello che faremo domani.
"Beh, Dori, ora devo proprio andare; scusa sai, ma il lavoro.. sai com'è.." sorriso ebete di circostanza.
"Sì, certo Marco, non ti preoccupare. Capisco. Andiamo" sguardo abbassato.
"Allora Dori, abbi cura di te -sorriso- Ci sentiamo eh?"
"Anche tu Marco, abbi cura di te". Sorriso forzato.
Ciao, ciao.
Un gusto agrodolce.. tutto cancellato in poco tempo. Per uno sguardo, una reazione chimica mancante.
Il cervello è l'organo sessuale più potente che esista.. e lo dimostra.
D.
