Ora che succederà? Un sogno può diluirsi perdendo di forza, interesse e passione.
Ci sono istanti in cui ti sembra di aver oltrepassato il limite.
Ci sono parole che, nonostante il tono leggero e spensierato, suonano come un martello possente gettato su una moltitudine di specchi, rimbalzando impazzito tra i riflessi.
L'effetto è quello devastante di schegge che penetrano nell'anima solamente perché la porta è stata lasciata aperta.
Ora, in questo preciso istante, la porta è chiusa. Ho bisogno di solitudine.
Sto togliendo le schegge conficcate e le sto osservando. Mi ritrovo in quegli specchi a pensare che non è giusto, no, che io permetta ancora di essere investita da questa sensazione sgradevole e pungente.
Ci sono istanti in cui sono sicura di avere oltrepassato il limite.
Questo confine che risulta diverso da persona a persona. Questo limite valicabile attraverso sentieri soffici, avvolgenti.
Tu non hai nessuna colpa. La sola colpa che ti posso rimproverare è l'avermi resa sicura della tua presenza. Ed è questa una colpa? No, non lo è.
E ci sono pensieri che mi ritornano. Già vissuti. Sì, tesoro. Già vissuti.
Conosco tutto quanto, comprendo priorità ed esigenze.
E allora penso che dovrò risolvere questo cedimento, rattoppare questo strappo che ho permesso a me stessa di creare per sentirti più vicino.
Tu non hai nessuna colpa.
Temevo questo confine e non mi ci volevo avvicinare, ma la cosa buffa è che mi sono ritrovata oltre il confine con naturalezza. E mi sono anche resa conto del momento esatto in cui l'ho oltrepassato.
Non dire niente. Non hai nessuna colpa.
Non c'è motivo per il quale tu ti debba sentire in difficoltà.
La colpa è soltanto mia.
(Forse dovrei diventare stronza.. cosa dici?) : )
D.

Tre, quattro..
Sorseggiando adagio le immagini che di primo impatto non lievitano emozioni, bevendo avidamente quelle che stimolano la bocca dello stomaco e ne fanno una voragine ansiosa di riempirsi.
Cinque, sei..
Mentre taglio, elaboro, mi concentro su ciò che so far meglio.
Voti medi: architettura 9, ornato figurato 9, ornato disegnato 8, figura 9, modellato 7.
Matematica, storia, storia dell'arte: 5-5-5.
Italiano 8.
(sì, non ho diploma nè rimpianti)
Ritmo mi indica gli strumenti, Melodia mi suggerisce il colore, Parola mi mostra il contrasto e il taglio.
I minuti trascorrono, le ore scivolano.
Chiudo Photoshop, apro l'archivio immagini in ordine di data.
Una cartella.. due cartelle. D'istinto cancello tutto. Oltre 7000 immagini mie e di sconosciuti nel cestino del computer. Le lascio così, sospese ed abbandonate (con la consapevolezza che non le cancellerò). E' un gesto d'impeto. Chiudo Media Player.
Stallo.
…
Sette..
Messaggio: leggo.
Un istante solo, poi il sangue ricomincia a scorrere.
Riapro il cestino e recupero le immagini; come un puzzle automatico tornano a collocarsi in ordine preciso nel computer e nella mia mente, gli occhi si appoggiano nuovamente sul lavoro, la musica ruba tutti i diritti sul mio umore, le dita delle mani si destreggiano velocemente tra mouse, tastiera e posacenere.. tutto riacquista equilibrio.
Tranne me.
Immergo i ricordi nella gelida ombra di chi sa.. senza chiedere.
Di chi, facendo proprie parole altrui, esprime incertezza e voglia di giocare.
No, non ripercorrerò il sentiero nascosto di frasi taciute né ammiccherò al desiderio di emozioni già note.
Continuo a lavorare sulle immagini.. fotografie che mi hanno dato la forza di ritrovarmi. E che esprimono il vuoto senza tempo parcheggiato da troppo tempo in me.
Otto..
I miei scatti non hanno anima.
D.
Dopo tempo.. pazienza ed attesa.. finalmente ho capito chi sei..
Non farò nulla.. non importa nulla di ciò che è accaduto. Perchè sono convinta che un comportamento simile.. prima o poi.., venga punito.
Non importa quando, nè dove, nè in che maniera..
L'unica cosa che conta per me, ora.., è l'aver capito (senza ombra di dubbio alcuno..) chi sei.
La cosa non mi sorprende più di tanto.. avevo solo bisogno di conferma. Pochi giorni fa l'ho avuta.. e ciò mi basta.
Non ti dirò nulla che possa farti capire che ho inteso il tuo gioco.. (ma non il tuo intento.. quello mi sfugge). Ma, ancora una volta, non importa..
Ti auguro solamente.. (solamente..) che nessuno faccia il 'gioco' con te.. non riusciresti a sopravvivere..
D.

Una preghiera per te.. Un pensiero tutto rivolto a te, Gianni. Ho appreso la notizia oggi, giuntami da un tuo amico d’infanzia che aveva il compito di chiamare i numeri di telefono inseriti nel tuo cellulare..
Mi ha trovata rubricata come ‘angelo’. Renzo pensava che fossi uomo.. che fossi un amico che lui stesso non aveva mai sentito nominare.. E gli ho risposto io..
Quando ho sentito l’accento romano e la voce sconosciuta che chiedeva di un certo ‘angelo’.. mi sono sentita male..
Sapevo che non stavi bene.. conoscevo i tuoi problemi..
Ma non immaginavo si potesse stringere talmente il cuore al pensiero di non poterti piu’ raggiungere..
Una preghiera per te..
Forse ora quel viaggio in Australia riuscirai a farlo.. forse ora avrai finito di chiederti perché il tuo cammino doveva finire tra le mura di casa tua.. solo..
Ricordo ogni parola.. ogni sogno diviso tra noi due.. due amici.. due amici semplici che si scambiavano sogni e tormenti. Mi ascoltavi senza aggiungere nulla.. senza consigli.. senza opinioni.. solo un ‘forza.. ce la fai.. io sono con te..’.
Credo riuscirai a raggiungermi come hai sempre detto.. Poliel è il tuo nome ora.. lo volevi, lo richiedevi disperatamente..
Sei qui con me.. e lo vedo.. non sarei riuscita da imparare tutto quanto senza di te.. senza l’incoraggiamento infuso con passione dalle tue parole..
Ti mando una carezza.. e ti tengo la mano.. Tu ed io sappiamo..
Una preghiera per te..
Tua Pahaliah..
(ciao angelo..)
Superbia:
se la timidezza viene scambiata per superbia, sono SUPERBA a mille.
Ogni tanto lo sono veramente, solo quando so di fare qualcosa che vale.
Avarizia:
sono anche avara.. di contatti fisici (intesi come carezze e piccoli tocchi che fanno sentire la mia presenza) e di tempo.
Per quanto riguarda i soldi.. no, non direi. Se ne ho non lo sono.. quando mancano mi dispiace perché non posso essere generosa quanto vorrei. Mentre per i miei oggetti personali.. sono quasi possessivamente ossessiva (ma anche lì dipende da chi me li chiede.. è tutto relativo).
Lussuria:
E’ un peccato? Finirò sicuramente all’inferno trascinando il mio compagno.. (fisso).
Ira:
mi arrabbio di rado. E sicuramente ciò che mi fa saltare i nervi non sono quasi mai motivi seri e fondati. Riesco a controllarmi abbastanza bene tranne la mattina prima delle 11. Fino a quell’ora qualsiasi cosa potrebbe farmi esplodere.
Gola:
peccaminosa a iosa. Non ho altro da dire. Non mi nego niente di ciò che mi piace.
Invidia:
Lo sono stata. Invidiosa magari di chi sa scrivere, di chi sa esprimere meglio di me i propri pensieri. Ma poi penso.. non possiamo saper far tutto quanto in tutti i campi, comunque e dovunque..
Accidia:
Pigrissima per ciò che non mi interessa fare. Attivissima per brevi periodi. Svogliata parecchio e entusiasta a tratti. Un mix di contraddizioni.
Insomma, ho un sacco di peccati da scontare.
E qui si chiude la catena, anche per quanto riguarda questo test.
Scritto per non far torto a chi me l’ha inviato.
Non riporto nè spiegazioni, né i regolamenti. E non me ne voglia chi mi ha nominata per continuare questa allegra catenella psicotica.(ho avvertito che non avrei alimentato la macchia d'olio.. cerco di contenere gli effetti inquinanti.. ehehehehe).
Sorriso, Psyco..
Questo è l’unico modo per disintossicarsi dal mondo.. rimanere limpidi, tenere un pezzetto di cielo sgombro...
Non è il Natale che porta le mie mani a rovesciare queste riflessioni sulla carta (e conseguentemente sulla tastiera di un computer incolore); è il bisogno di rivalsa, la necessità di credere in qualcosa che non sia al di fuori di me.
Mi sono chiesta, analizzandomi lentamente e profondamente, perché..
Perché io.
Perché loro.
Perché noi.
Perché ingiustizie. Perché dolori. Perché dissapori. Perché assenza di colori. Perché insolitamente vuoti. Perché cambiamenti. Perché staticità. Perché noia. Perché gioia.
E mille altri perché.. inglobati in un’unica risposta.
Perché vivo.
E sento. E piango. E rido. E gioisco e sento dolore.
Perché tutto quello che ho vissuto finora non ha portato a niente.. di concreto. Ma ha fatto in modo che crescessi.. E pare che questa formula funzioni in ogni caso sempre e senza condizioni.
Alcune persone con la loro voce hanno instillato in me volti nuovi di un aspetto della vita che non conoscevo. I lati necessariamente negativi, i dolori così forti da potersi toccare con mano, le reali cadute nel baratro, le sere e i giorni senza senso.. le notti di disperazione e gli attimi di follia.. ringrazio in modo particolare queste anime che hanno saputo (nella loro ignoranza-in senso letterale) trasmettermi tutta la negatività di cui erano capaci, trasformandomi dapprima in una larva senza idee.. E alla fine facendomi rendere conto effettivamente da che parte sto.
Non mi serve il nero, non mi serve il bianco. Sono grigio.. E il grigio si evolve in argento..
- Auguri a voi, che siete rimasti nella mia vita nonostante la mia scostante presenza..
Auguri a Voi, sangue del mio sangue, che nel silenzio avete trovato il modo migliore per rimanermi vicini..
Auguri a Te, papà; da lassù o da quaggiù, in qualsiasi luogo o dimensione tu sia,, mi guardi e mi accompagni.
- Auguri a te, che con i tuoi sei anni di permanenza nella mia vita mi hai insegnato chi evitare..
Auguri a te, che con le tue fantasie mi hai resa forte di fronte alle bugie colossali, e hai saputo farmi star bene anche da lontano..
- Auguri a chi ha letto le mie righe qui, a chi ha risposto e a chi non ha capito un granchè.. e a chi alle mie parole non ha saputo rispondere..
Auguri a Voi due.. presenze costanti nei miei momenti liberi; a mia nipote e mia sorella virtuali, auguro non solo un periodo di leggerezza.. ma che questa leggerezza cominci a far parte della vostra vita. Serve..
- Auguri a Te.., anima, che hai saputo scavare in fondo, arrivando al bianco dell’osso grattandolo e pulendolo.. mi rimani nel sangue.. non sperare d’andartene..
C’è tempo..
Doriana.

by Ice
Si può fingere per un po', ma non per molto.
E ora sono stanca. Stanca di fingere con me e con altri.
Se il dolore non mi attraversa con le sue onde di energia non ho niente da dire. Perchè le cose belle le taccio qui, mentre al contrario, in questo luogo metto a fuoco la negatività. Forse perchè semplicemente la felicità si vive.. il dolore si sente.
Quindi non vedo perchè (ora) dovrei scrivere che.. no, non va tutto bene, ma non va nemmeno male.
Niente da dire.. nulla da dare.. nulla da comunicare.
Mi sono state date date le chiavi per aprire il cuore di alcune persone. Ma non so che farmene di quelle chiavi.. e non so nemmeno se voglio aprire il cuore di quelle persone..
Al prossimo dolore..

by ice

Potrei odirare anche chi si veste di 'giallo' sole..
Chi sta bene col caldo secondo me è malato! Ditelo che siete senza sangue, dai!

Non lo sopporto..
Non so se capita così a tutti.
Il cervello si blocca (se ce n'è mai stato uno..)
Attività motorie ridotte al minimo..
Una larva.
Un niente estremo.
Inesistente..
Benedetto Inverno..
Come sei entrato nella mia vita? Com’è possibile che fossi così indifesa? E non sei nemmeno entrato da una finestra, o da un lucernario. Sei riuscito a trovare una fessura attraverso la quale mi hai trafitto il cuore.
D.Grossman
Forse se non avessi risposto, se non avessi fatto nulla di così naturale, non ti saresti sentito in grado di dare voce a quel dialogo fatto di me e di te e di nessun altro. Non avresti trattenuto la mia mano sulle tue labbra e non avresti detto tutto quello che invece ora spalanca una porta che con fatica avevo socchiusa. Io.. non so.. non saprò mai.. se tutto questo è stato o è anche per te. E’ come se fossi morto, come se te ne fossi andato lasciando un filo attorcigliato alla maniglia di quella porta.. Talvolta quel filo sottile si tende con inimmaginabile forza, contro la mia forza, scardinando ogni volontà apparente mostrando quanto ancora stai scavando a fondo… continuando a farlo.. incessantemente.
Ed io lo permetto.
Qualcuno mi direbbe che avrei bisogno (ora) di una bella storia di sesso, di quelle scacciapensieri.. Altri mi consiglierebbero di staccare completamente la spina, di inabissarmi in qualche luogo insieme ad Amici o anime che mi facciano sentire ancora che si può vivere normalmente. Conosco le risposte. Conosco le soluzioni.
E conosco me.
Io dico loro che per me è necessario graffiare con le unghie il fondo del pozzo, arrivare al limite annegando.. Solo attraversando e raccogliendo i residui degli scavi potrei riuscire a respirare..
D.
Essere qui, come sempre, tatuare la presenza su questa città così unica come tutte le altre, il suo odore scorre tra i selciati del centro nei vicoli sporchi di vita e di morte, nei crocevia degli scambi di stupefacenti..inganni, nelle scalette colorate dal caldo-umido impiastricciando di luce la staticità dei muri.. Una passeggiata sul ponte merlettato per strappare alla vista code interiori che sferzano il ricordo riportandolo a galla continuamente, in quell'acqua che non evapora e anzi, diventa ghiaccio rimanendo incuneato nel tufo dell'anima
Una passeggiata sul ponte debolmente rischiarato da luce diffusa dovrebbe farmi pensare ad altro che a quella più delineata e complessa vissuta tempo fa.. Una camminata lenta verso l'altra parte del fiume come per chiudere definitivamente le porte alla non-realtà. Un gesto simbolico per poter sopravvivere.
Cammino e le gambe mi risultano pesanti, i piedi incollati a quelle pietre antiche, come se fossero loro a parlarmi di avvenimenti passati, come per dire che nonostante tutto, il ricordo rimarrà ovunque io vada, qualsiasi cosa io faccia. E' sempre stato così.. e non sarò la prima a spezzare la catena che ci lega indissolubilmente al passato, sia grave o leggero; parte della mia esistenza dimora in quei tasselli appiccicati ai piedi.. dovrò conviverci, rassegnata, silenziosa e incapace di scrollare le parole e i gesti di quella luce che per qualche tempo ha illuminato tutta questa città.. e il mondo.
Avanti..
A metà ponte si torna indietro.. niente attraversamento di fiume, niente cancellazioni.. solo il pensiero che nessuno riuscirà a rubare e nascondere ciò che per me è ancora luce..

Una macchia esagerata, non ancora scolorita, urla e grida e s'arrabbia. Una macchia dentro le macchie, dentro al colore accecante del superfluo. Un'esaltazione dell'assenza, un foro che non voglio riempire ancora, non voglio sistemare.
Devo riassemblare i pezzi scomposti. Ci sono lì, da qualche parte, sparsi per terra e sul piano di lavoro, là vicino alle notti e al caldo. Li ho lasciati lì apposta, perchè non mutassero.
Starai lì ancora per molto..? Invaderai le mie quattro pareti di sangue ancora per quanto tempo?.. Per sapermi regolare sai..
Urlo, mi divincolo, strepito..
Mi sto arrabbiando.. senti..
Mi sto arrabbiando..

FUORI DALLA MIA TESTA!
LASCIAMI LIBERO IL CUORE!
Due strade

HERE COMES THE FLOOD - peter gabriel
"when the night shows.. the signals grow on radios
all the strange things they come and go, as early warnings
stranded starfish have no place to hide
still waiting for the swollen eastertide
there's no point in direction.. we cannot even choose a side
took the old track, the hollow shoulder across the waters
on the tall cliffs, they were getting older - sons and daughters
the jaded underworld was riding high
waves of steel held metal at the sky
and as the nail sunk in the cloud
the rain was warm and soaked the crowd
lord, here comes the flood
we will say goodbye to flesh and blood
if again the seas are silent, and any still alive
they will be those who gave their island to survive
drink up, dreamers, you're running dry
when the flood calls, you have no home, you have no walls
in that thundercrash you're a thousand lines within a flash
don't be afraid to cry at what you see
the actors' gone, there's only you and me
and if we break before the dawn
they'll use up what we used to be
lord, here comes the flood
we will say goodbye to flesh and blood
if again, the seas are silent and any still alive
it'll be those who gave their island to survive
drink up, dreamers.. you're running dry"
Arriva il Diluvio
Quando la notte mostra In uno dei miei viaggi notturni in questa scatola magica sono inciampata e scivolata tutto in un momento in un vortice di amarezza.. incomprensione, una strana forma di dolore che mi prende alla bocca dello stomaco, ma non come quando finisce un amore o perdi una persona cara, no.. non è questo di cui parlo. Questa ansia è maggiore, quasi concreta. Un buco nel petto. Parlo delle sensazioni che si hanno quando guardi gli occhi di un bambino ammanettato ad un palo in mezzo all'acqua putrida degli scarichi, parlo dell'angoscia che si avverte lacerante quando vedi una donna che si copre il viso con le mani evitando lo sguardo delle canne dei fucili puntatile addosso, parlo dello sguardo di paura di un uomo che abbandona le sue certezze di fronte ad un plotone di esecuzione.. Parlo della disperazione di tutte le persone che subiscono violenze, ingiustizie e ingiurie.. Parlo dell'altra faccia della medaglia, di quella che non viene mostrata se non a spezzoni ben dosati 'rispettando' i cliché televisivi, quelli per cui 'immagini forti e veloci = audience', quelli da effetto a breve termine. Li si alterna ad un po' di pubblicità o servizio sul cane che ha salvato la padroncina, e quasi tutto è seppellito sotto i minuti appena trascorsi. Si cambia ritmo. .. Mentre immagini fotografiche, fisse.. non vengono quasi mai mostrate.. Se si guardano lentamente e consapevolmente, fanno pensare (...troppo). E allora non vanno bene, non va bene mostrare scatti di una realtà schifosa, non va per niente bene.. non fanno audience.. fanno 'solo' riflettere (troppo...) a lungo. E mi sento piccola.. quanto mi sento piccola in tutto ciò che gravita intorno senza che me ne accorga.. quanto piccola sono di fronte a situazioni che per me sono assurdità, mentre per altri sono realtà vissuta.. Non posso sentirmi parte di un mondo concepito a metà, la metà dei colori degli odori e della vita.. Mi sento parte anche della faccia scura, quella butterata piena di crateri e pustole e morte.. quella contro cui molti (dicono) lottano.. Mi hanno chiesto dove sono.. dove vivo.. Sto giusto in mezzo, per conoscerle entrambe.. Non che ciò mi porti ad una conclusione, ma per lo meno ritengo di dover fare il possibile per non riempirmi la testa di sabbia e fare finta che tutto vada come dovrebbe andare.. Mi sento parte di questo, delle due facce. Del bianco e del nero.. Del colore e del non colore. Della gioia e della disperazione. Della consapevolezza che ci sono due strade al mondo. Solo due.. Il luogo che ha fatto scatenare tutto ciò è questo: www.43a.de/why3.htm Se vi va, fateci un giro.. D.
i segnali, nelle radio aumentano
tutte le strane cose
vanno e vengono, come preallarmi
Stelle di mare insabbiate non hanno posto dove nascondersi
aspettando ancora l’alta marea pasquale
Non c’é nessuna direzione, non possiamo
neanche scegliere un lato.
Prendo la vecchia via
le spalle vuote, attraverso le acque
sulle alte scogliere
stavano invecchiando, figli e figlie
Il mondo di giada sotterraneo stava cavalcando alto*
onde d’acciaio scagliavano metallo nel cielo
come unghie che affondano nelle nuvole, la pioggia
era calda e inzuppava la folla.
Signore, arriva il diluvio
Diremo addio alla carne e al sangue
se ancora i mari saranno silenziosi
in ogni sopravvissuto
ci saranno quelli che diedero la loro isola per sopravvivere
Bevetelo tutto, sognatori, vi state prosciugando.
Quando il diluvio chiama
non hai casa, non hai muri
nella burrasca
Sei un migliaio di menti, in un lampo
non aver paura di piangere per quello che vedi
gli attori sono andati, restiamo solo io e te
se molliamo prima dell’alba, loro
useranno tutto quello che noi eravamo.
Signore, arriva il diluvio
Diremo addio alla carne e al sangue
se ancora i mari saranno silenziosi
in ogni sopravvissuto
ci saranno quelli che diedero la loro isola per sopravvivere
Bevetelo tutto, sognatori, vi state prosciugando.

Ma come mai per farsi ascoltare da alcune persone bisogna quasi sempre farsi strada attraverso le orecchie ormai tappate dalle loro stesse frasi e dai loro ‘io sono, io faccio, io comando’ quando sarebbe estremamente semplice fare in modo che possano assorbire la verità senza traumi diretti, senza sbatterla loro in faccia così com’è.. cruda e violenta.
All’inizio ero un bicchiere d’acqua limpida, fresca e piacevole. Usavo parole che pensavo potessero servire ad attirare attenzione su problemi logistici dovuti alla disorganizzazione del luogo.. disornganizzazione perpetrata da un personaggio un po' particolare, sì, ma non pensavo fino a questo punto..
Sapevo che non avrebbe retto un impatto con l’evidenza lanciatogli addosso senza preconfezionamento.. ma non è servito usare un’ottima spirale di parole per arrivare al punto.. niente.. sordo e cieco alle esigenze altrui..
Così da acqua mi sono tramutata in pece.. densa e scura, colma di fastidiosissimi termini che si appiccicavano alla realtà, e lui lì, il ‘boss’ fermo ad ascoltare come arrivassi da un altro pianeta.. come fossi un Visitor.. Ho svuotato il bicchiere sul suo tavolo, sul suo terreno, sulla sua esistenza..
E così mi sono rivelata per ciò che sono.. una pessima diplomatica, un bicchiere pieno fino all’orlo con la classica goccia che l’ha fatto traboccare.. e l’ho visto avvelenato, consapevole…
E mi fa male..
Saper trasferire la nuda verità è un suicidio..
Rendere consapevole una persona dei propri limiti è un omicidio..
Il fatto è che non era la mia verità.. ma la sua..
Mi dispiace.. mi dispiace tanto..
E non posso rimediare..
I cried, I cried
Tears of joy tears of pain
I cried, I cried
Tears of love again and again
Colpendo i muscoli, atrofizzando istanti. Non si vede buio, non si vede luce. Non chiamo aiuto, non pretendo solidarietà alcuna.
Un momento di chiarezza anche artificiale, in me..
Seguo disparate direzioni accoccolandomi agli angoli delle vie, osservando senza decidere..
Non ho un fine, pur curiosando tra quelli degli altri.
La volontà dovrebbe essere un organo interno.. o ce l'hai o non ce l'hai.
A me l'han tolto anni fa..